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Arsi i cirri di luglio
posano in un umore di ombra
le mani. Rimbalza sul lago
un papavero                un paesaggio
breve di nebbia e ubbia          la voce
di un fantasma            sulla schiena
della vita cade la notte!

Spillo spietato – malefica memoria
traversa del tempo la carne come
questi sassi riferiscono i ginocchi.

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veleggiare sguardi liquidi
come corsi che si sbagliano,
vegliare acque che aprono fianchi
paludosi di cannucce e dietro spatole
bianche fianco a fianco. I becchi
il fondo setacciando, tuttavia
si voleva solo confluire in un naviglio
felice, appartenere a arcipelaghi
duraturi, di moderata sicurezza.