Autunno

scriverti il mio autunno
in un pomeriggio che perde calore,
nelle sue foglie brune
che si lasciano cadere
con la stessa malinconica maniera
della luce, dirti della mia voglia
e della paura di sorprenderti
mentre mi leggi una poesia
che dica casa e tornare spaventatissima
alla disperata rassegnazione
della luce che percorre
l’assito di questa stanza vuota
alle cinque, riprendere
quindi tra le mani questo pomeriggio
e svolgerlo,  dimenticando
tra i minuti la tua bocca e le mie fantasie.

Paesaggi Urbani

Dei territori urbani regoliamo
attentamente gli insediamenti
condominiali e la mutazione
nel genoma;
ci preoccupiamo di fabbricare centri
commerciali per lo svago
del capitale umano e qualche
sogno, non ci stupisca
se l’estraneo
allo specchio la mattina
è riciclato
più di una preforma soffiata.

Quel modo di essere luoghi

Quello che dovremmo
recuperare con cautela
è il nostro modo di essere luoghi,
di raccoglierci e languire
riflettendo l’aggressiva
decadenza delle cose,
delle case, dei muri,
il progressivo franare
dei margini delle strade,
dovremmo ammettere di contenere
la popolazione stanca di una baia,
il fastidio della sua aria salmastra,
la noia dei rami,
diversamente allungati
dalla luce
nelle ore, semplicemente,
capire di essere
la riva
dove si ripetono le acque tristi
e la terra, la solitudine
del bastione di Spa House
che resta nell’incuria e nel romanzo
di quell’uomo che amava
solo i bambini.

Making room

Lo spazio, il suo principio,
l’espansione originaria della parola
che dimentica la sua condizione
di nucleo primordiale, la sua fragilità.
Questa entità o relazione di entità
se preferisci, questa cosa
che è lo spazio
di una dimensione dove abbiamo respiro.
Questa sua origine di vuoto
che lentamente si occupa
che è lo spazio di una stanza
dove noi due iniziamo.