*

ti sottrarrai imponderabile lince
tornando alle regioni aspre e rocciose,
nascondendoti in cerca di prede,
costruirai un rifugio solido durante
l’inverno dove il vento soffierà ai lati,
so che dimenticherai facendomi
sparire come una traccia comune
della neve, un passo alle spalle
e quando il cielo si dividerà in vie
rosate come una piuma guarderai
la curva dei monti e un istinto
primitivo aggredirà la tua natura,
qui la stagione sbagliata non passa
e gela, gela facendo lunghe stalattiti
di trasparenza, piccole bolle di ghiaccio
per un’estenuante difesa, fermi
rami dove strilla la cornacchia,
veloce un passo d’uomo con bretelle
a cui ti accordi,
fai un silenzio fitto
e un’aria di cristalli che passa
tra le mani, un tempo di memoria:
c’era un pennino, di notte versi sciolti,
piccole onde in basso ai piedi.

*

e ghiaccia la ghiaia non friabile,
incomprensibile, le foglie stellate
degli aceri in argentee forme, brina
della rosa canina, mia rossa bacca
morsa dal gelo con interni duttili,
oh limo incoerente di sangue,
sottile deposito d’argilla, costola
primigenia da cui si creò il danno

Emilia Barbato, poesie inedite

Grazie alla redazione di un posto di vacanza per aver ospitato le mie parole

Un Posto di vacanza

barbato_02 Emilia Barbato

prestami i tuoi occhi, gli disse,
dammi una geometria simmetrica
e molto complessa in cui specchiarmi,
consegnami questo senso perché possa
piantarmi nelle cavità i tuoi bulbi, è un tempo
cattivo questo precipitare, un esercizio
del cielo nella sua mai stagione
esatta, non è ancora inverno,
solo la levità apparente della neve
che cade pestando ogni foglia col suo rigore
bianco, non mosse un dito, gli chiese
esclusivamente di accenderle due lune

*

ma poi cosa ti sopravvive
se la parola è un simulacro
e le ortiche affollano
la cavità dove tace
la raffigurazione della tua divinità,
quella venere mutilata dove
crescevano le rose e le mani
volte a svestire della polvere
marmoree rotondità, le tue
due piccole lune crescenti,
l’impressione delle loro orbite
nei miei occhi,
cosa ti sopravvive in questi giorni
di pietra dove anche la quiete
di un ragno è rotta dal clamore
del mondo…

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