Inquilini di un sogno

Se la comprensione esatta della
condizione umana è la trappola
dentro le cui maglie strettissime noi
tutti finiamo, non resta che sottrarsi

all’ineluttabile, ritagliarsi
uno spazio fitto di silenzio
dove abitare dignitosamente
il tempo,

costruirci una casa
dentro con il paesaggio
incontaminato della pagina
e scrivere gli inquilini di un sogno.

Derelitti

Fasciame dignitoso noi,
continuiamo a navigare i mari
dopo anni di servizio,
tra lo sguardo rassegnato

e il movimento delle acque ci culliamo
la vernice scrostata,
nel lento sciabordio
enumeriamo urla alla deriva,

echi di pistole e
l’impotenza dei motoscafi
che si allontanano,
verso terra, poi, la natura

maligna dei veleni industriali
mette a dimora una
semenza che ci altera,
       nodi e figli.

Ci consuma nei giorni
l’aggressione della specie,
l’umana follia che divora lo spirito
del passato, è una corrente

dissennata che sottrae memoria
agli uomini e innocenza ai giochi
             quest’epoca
di consumismo e facilitazioni.

Ingranaggi

Giriamo attorno ai giorni
con lo stesso movimento
meccanico delle ruote dentate,
ci amiamo occhieggiandoci da lontano,

per come siamo,
malinconici e usurati nei nostri ruoli,
tu ammaccato dalle troppe corse in autostrada
ed io intrappolata nel brulichio di pensieri.

Lasciamo che le fitte maglie dell’economia esercitino
fino in fondo la pressione, subendola senza respiro,
imploriamo al tempo di fermarci e ripararci i danni,
restituendoci alle quattro ore che avanziamo.