di questo piccolo, vecchio orologio,
il quadrante tra indice e pollice,
mi ricorda l’altro – quello più grande-
nelle dita sfere celesti ruotano
il tempo, il suo viso magro,
una data in forma di morte
e un poco torna il polso,
la guazza verde degli occhi
e nelle mie mani lunghe
– millenovecentonovanta –
la tua dissolvente assenza,
l’ex voto a nostro padre amore.

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