Ringrazio Daìta per questa sua nota di lettura, che nota non è ma è poesia, così tutto appare gestibile, ogni passo sopportabile, ogni peso possibile se come ricompensa ha la luce pura e la levità che Daìta coglie. La ringrazio per questo dono bellissimo e ringrazio la rosa in più per questo spazio nel suo giardino.

larosainpiu

il rigo tra i rami del sambuco

il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato, nota di lettura

tutti i titoli dell’assenza ne il rigo tra i rami del sambuco, di Emilia Barbato,conseguono in quell’uno qui molteplice di donna tra le donne e tra le donne, come replicate a due a due le foglie, una madre. D’intensa levità la parola, il suo schiudersi candido fiore nel Verbo nonostante la paura distillata nella cura che domanda per scorgere un rifugio dal dolore che sia pur in un fragile e magrissimo suono la screpolatura che farfuglia nell’attesa di un gesto in sospensione sul corpo amato, ammalato, ventre-terra che s’incendia.

Una stanza privata e universale è la fitta che sgorga dal rigo al viso, nelle braccia del sambuco.

È la stanza della madre.

È la stanza di ogni donna ramificata sulla terra e che è terra cadenzata in un canto d’afflizione.

È la stanza che una…

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