inizia il giorno con un chiaro
di luce sulle strade e un’azzurra
pace nelle chiese, il tram suona
già da un’ora la nota segreta
del tuo volto e la mia fine
del mondo con una nuca nuda.
Mando a memoria il codice
intimo della tua bocca,
il moto rivoluzionario della lingua,
consumarsi fino alla fine
di una notizia, fino all’inaudita
certezza di un abbandono, male
da sparizione fuoriesce dalle vene,
perfino seduta in un bar, penso
a cosa mi avresti detto, in silenzio
guardo il bancone lucido di legno,
l’uomo che lavora al forno e le luci
poi ancora insieme in libreria
solo che tu non ci sei ed è mattina
e neanche scrivi: “ ciao, come stai?”

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