stavo leggendo Bolano
quando è arrivata la notizia.
Fissavo una pagina e gesti
distanti, la solitudine delle cose
provvisoriamente dimenticate.
I tetti di notte calano e si alzano
in un respiro e i fiori d’arancio
fanno un movimento inavvertito
in un poco di bianco, talvolta grilli.
Pensavo a quanto le persone durino
meno di una fiaba, poco,
una minuzia, ancora meno,
mentre leggevo una poesia
a pagina trentacinque, dove lei
è lontana da una di quelle storie
lette alle bambine e in cui i padri
non hanno occhi che per loro
e poi invece se ne vanno, sì!
Pensavo a questo fissando i cani
romantici e alle rigide correzioni.
Dicevo mica sono indecenti
se da grandi ammucchiano libri,
bordeaux e valium, se chiamano
genio una scarpetta sfregandola

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