dovrà posarsi sul grande ammasso
di rami, di lana, di minuta erba, qualche
foglia lassù, nel silenzio della pietra
la sua vista acuta, le piume mosse
appena, dovrà serrare i suoi artigli
ricurvi dopo traiettorie irraggiungibili
e ripetere nel suo grido dalla cima
il segreto dell’invincibilità.
Il tuo ciglio si è chiuso, non ho certezza
che Dio mi veda se non dalla pupilla
di un rapace altissimo
che canta il nido.

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