ti sottrarrai imponderabile lince
tornando alle regioni aspre e rocciose,
nascondendoti in cerca di prede,
costruirai un rifugio solido durante
l’inverno dove il vento soffierà ai lati,
so che dimenticherai facendomi
sparire come una traccia comune
della neve, un passo alle spalle
e quando il cielo si dividerà in vie
rosate come una piuma guarderai
la curva dei monti e un istinto
primitivo aggredirà la tua natura,
qui la stagione sbagliata non passa
e gela, gela facendo lunghe stalattiti
di trasparenza, piccole bolle di ghiaccio
per un’estenuante difesa, fermi
rami dove strilla la cornacchia,
veloce un passo d’uomo con bretelle
a cui ti accordi,
fai un silenzio fitto
e un’aria di cristalli che passa
tra le mani, un tempo di memoria:
c’era un pennino, di notte versi sciolti,
piccole onde in basso ai piedi.

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