il bruciore da stiramento
nel passo goffo dell’ultim’ora,
tre sconosciuti di lingua maghrebina
che accertano l’inettitudine della parola,
la soglia disattesa di un centro scommesse
nella voce nasale di un treno, io che conto
fragilità e deliri di una divinità dell’Olimpo
alzando il gomito e pensando a te lontano

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