come durano poco gli anemoni,
creature a servizio di flora
con occhietti svelati appena
da lunghe ciglia e una testolina
agitata dal vento, mietono attenzioni
carichi di turbamento 
ma alla prima corrente si staccano,
appassiscono gli sguardi lasciandosi
brillare solo per qualche momento nelle dita
chiare di zefiro, il resto è uno scusarsi tenero,
un ricordo di traiettorie nel cielo,  
un’impressione di pioggia.