cerco nelle braci della sigaretta
una poesia di Chlebnikov, aspettando
di leggere ancora mi sottraggo
all’imbarazzo e scrivo un gusto amaro,
con l’indice nel nerofumo so
di saper tracciare il residuo
di una combustione
e un cipiglio retrattile perché,
semmai leggessi ancora una poesia
di Chlebnikov, penserei di usare
la saggezza di un pescatore
che impara dal mare il suo mare

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