quando me ne andrò anche da questa casa
e porterò via tutto spostando piccole veneri
le stanze offese si comprimeranno
attratte dal silenzio e oscilleranno leggere
nella polvere, quando uscirò, chiudendo
per sempre il viso rubizzo del cielo dietro
la porta, pianterò artemisia sulla soglia
e incolperò la fioritura prossima
per le infiammazioni alle mucose,
voltandomi implorerò l’inverno
perché ponga fine alla dispersione dei semi.
Nella casa nuova preparerò la cena, luciderò
le posate ordinandole come con i libri, inchioderò
i quadri e la sedia a dondolo tornerà a gemere,
ogni cosa troverà posto dimenticando
la sua momentanea rovina e io affonderò
le mani nelle costole,
mi lascerò cadere sul letto
sperimentando un’amara babele.

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