ecco che nel buio della notte
i palazzi fanno cenni nascosti
e una finestra aperta illumina
la sua vicina con un baluginio,
un simbolo d’intesa tra occhi di vetro,
questi codici segreti scendono cauti
mischiandosi nel traffico
e l’unica scia luminosa di Milano
si rapprende in infiniti movimenti, questi messaggeri
misteriosi che il tempo lungo della mia pupilla
cattura formano una crosta felice,
arcipelaghi compatti di elogio alla lentezza