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​le cose cadute, dimenticate, 
le piccole figure malinconiche 
che formano lungo le strade,
quel subbuglio di ombre, di minuzie
in cui esercitare solitudini, la tensione
del disordine che sovverte ogni architettura,
il paesaggio, un filo di voce appena 
udibile, lontano, un fiato che ha 
disatteso la fossetta del giugulo, 
le clavicole, il tuo respiro 
che sa tenere il fumo e un suono 
e non la mano che getta: un gesto rovinoso.

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