avremmo dovuto restare incomprensibili,
segreti e un po’ dimenticati come I nomi
di quelle locande remote che interrompono
la campagna, essere lenti, intorpiditi,
fitti come muschi sul legno,
avremmo dovuto amarci con gli occhi,
insinuarci lentamente nelle clavicole,
avanzare piano, molto piano, con le dita.

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