ti scrivo in giorni di apparente luce
– penso di scriverti  ma non lo faccio –
il buio entra in forma di punteruoli
minutissimi che aprono in silenzio,
con la maniera affannata dei pomeriggi
inseguo i raggi, i rari favori del cielo,
il corpo di una sconosciuta mi precede
e ondeggia sulla strada come un metronomo,
fuori tutto si direbbe procedere
con l’entusiasmo dell’estate
ma dentro sono ferma
a una nuova chiarezza,
mi chiedo quando questo sasso
che mi distacca abbia formato
una tale consistenza e quante cose
in questo modo manco.