di fianco la lingua francese
come una pioggia di suoni
mi becca tre ossicini, vibrano
in un cinguettio i dittonghi,
onda, oscilla il corpo in un deviatoio,
una breve esitazione della vista,
anch’essa come il binario
si sdoppia e se un’idea
di buio tuona forte
un chiarore infedele
la smentisce, tuttavia,
sul nulla piega più della notte.

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