a Miklós Radnóti

dai tetti di pietra la luce azzurra
delle vette porta il sogno del tuo
corpo fuori mirino, il guaiolare
del vento opposto allo sparo è
un sistema vascolare là dove
brusiscono i tuoi versi, tra abiti
comuni, come una felce franca
nella fossa, fiatano esametri
sul taccuino, la passione della bocca
sopra la donna amante e amore,
le lunghe ombre della prigionia,
la pazienza del fiore scritto verso
la morte, il nocciolo del poema,
vedi le cose come tornano e
a quanta distanza, come lavora
per mano di una penna la vittoria?

2 pensieri riguardo “a Miklós Radnóti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...