il braccio sciupato, le striature
delle unghie, la pienezza del viso
bambino nella mano che lo culla,
la poca luce ferocemente si
posa sulla pelle e nello scuro
imminente sa vietare il permesso
della notte – la breve epifania
della tua bocca che si apre sulla
mia – la luce sconsiderata causa
duri risvegli, urla le mie molte
solitudini strette nella stanza,
la noia in un lieve disordine.

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