come un amanuense, copiava,
praticava minime correzioni
al testo, ordinava sequenze,
le ore, i giorni, non erano
che infedeli riproduzioni,
discreto calligrafe sognava
di essere miniato
e scriba non proprio di un’abbazia
dava pastura al corpo con lunghissimi
ritiri interiori, ispessendo
il silenzio, adagiandosi
in un interminabile inverno.

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