se tocco la superficie
muscolosa del miocardio
trovo una spinosa presenza,
un irrisolto rompicapo,
quest’ordigno resta
perlopiù inavvertito, soffocato
da strati di giorni e gelo,
ma se tu improvvisi un gesto,
un’insperata conversazione, emana
un’incontrollata energia, una
pericolosa onda d’urto
che espande e spezza il fiato,
chiedevo mascherando “come stai”
dicevo “io, ora, vivo grazie e tu”
poi desideravo tenerti in una serie di pagine,
capolavori di letteratura postmoderna.

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