e se ombrosa e piccola giro
tra guglie e vetrine, se accordo
le sassaiole dei tacchi,
i passanti e i ritmi,
l’asfalto mi attira e trema
e la città colpisce con la mano
di un miserabile, un vuoto,
lì, dove ipotizzavo
dita tra i capelli e un fiato
per le nostre bocche,
pervade l’odore
di ferro metropolitano.

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