affondi i denti nella polpa farinosa della mela,
la buccia liscia, lucida, si stacca, cede al morso
succoso della tua bocca; sorridi,
vivo nell’istante che ha l’odore intenso e breve del mare
e con l’umore mutevole di un eroe mi posizioni
la mutilata rotondità del frutto sulla testa
e accordi con un occhio la morte
con l’altro la precisione della balestra.

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