derisi, stretti in questo dismorfismo,
in questa miopia, certi
dell’inesorabile putrescenza del corpo,
resettati negli anni come programmi.
Essere solo nei ricordi,
nelle motivazioni, sugli aerei,
alle riunioni, certo, c’erano
le stanze anonime d’albergo
e la perdita breve della memoria,
ma si aveva dignità, questo Dio
oggi mutilato, polverizzato in un mucchio
stanco di carne e ossa.

Qui la bellissima interpretazione di Franco Picchini che ringrazio di cuore

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