deve esserci un’ulteriore inversione
nel cromosoma, una frattura
nascosta della catena
in cui nessun enzima riesce a penetrare,
una rottura irreparabile,
un filamento che continua a strapparsi
orientandomi verso l’abbandono,
generando una cisposa
difesa negli occhi,
l’assenza feroce di una risposta,
deve trattarsi
necessariamente di una perdita,
una fuga progressiva
della materia, dei ricordi,
degli sguardi, del tono
caldo della voce.

dove sei?
padre, uomo,
amico, mentore,
su quale sedia elettrica
ti condannano?
morirai nuovamente
tu ultimo dei giusti?
mi lascerai ancora
sola, ansante,
a guadare queste acque?
i gorghi freddi
che scherzando battezzammo giorni,
una ressa senza te
mi avvince,
lasciandomi disattesa,
conclusa.

Annunci