C’è questo studio a pagina trentotto e una troupe che gira un film girando per i camerini, le luci, gli specchi, i pennelli, i rossetti, i profumi e le parrucche e i vestiti e tutto è pervaso da una presenza femminile assente.
Un’aura suggestiva e nudi bellissimi, curve bianche, morbide, senza testa, tutto sommato le modelle non vogliono farsi vedere e la troupe fuma troppe sigarette,  beve tazze spropositate di caffè.
A pagina trentotto lui è con Sandra ma lei lo lascia ancora, fuggendo da una fuga, un’uscita laterale dello studio le permette di tornare sempre con la sua lunga camicia da notte bianca, rioccupando lo spazio di una foto o il verso di una poesia che lui le scrive.  Il resto della storia è un cambiamento di natura dei sogni, piccolissimi, duri, lo studio è una stanza e i nudi delle modelle sono tele bianche, la foto di Sandra è sullo scaffale più alto, un ricordo da guardare in segreto, un momento privatissimo.