come lavorano, velature
grossolane di inchiostro
le notti, pennellate
sferzate dalle mani algide del vento
di dicembre sulle figure ricurve
per strada, nell’atto
risibile di stringersi il bavero
e nascondersi i guasti -sparire-
tra setole dure
che spaccano
labbra e corpo,
tornare alla trama
della disaffezione e tesservi
roveti di ore, giorni, mesi, anni
e anni negli anni, eccetera eccetera.

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