all’odore delle alghe,
nello sguardo dimenticato
sulle facciate bianche,
quel lento lavorio
della salsedine sulle ringhiere,
al porto il frangersi
del mare e la vernice
scrostata dei gozzi,
le mani tagliate dei pescatori,
mi anticipano l’ultimo calco, le reti
incorporee da riparare
al passo strascicato, del piede,
della lingua, del tempo lungo le arterie,
butto lì la donna,
sulla pietra viva, tra
un rivolo di sangue
e sogni, si dirà dopo
del vuoto inutile
della carriera, dell’uomo
e dell’assenza di un padre.