Loggiato veneziano

all’odore delle alghe,
nello sguardo dimenticato
sulle facciate bianche,
quel lento lavorio
della salsedine sulle ringhiere,
al porto il frangersi
del mare e la vernice
scrostata dei gozzi,
le mani tagliate dei pescatori,
mi anticipano l’ultimo calco, le reti
incorporee da riparare
al passo strascicato, del piede,
della lingua, del tempo lungo le arterie,
butto lì la donna,
sulla pietra viva, tra
un rivolo di sangue
e sogni, si dirà dopo
del vuoto inutile
della carriera, dell’uomo
e dell’assenza di un padre.

8 pensieri riguardo “Loggiato veneziano

  1. Di tanta feroce assenza
    ho sentito
    il bisogno
    per cercare la donna
    antica
    buttata lì.
    Tra pietra e salsedine
    tra memorie disfatte
    e impietose mancanze.
    Del vuoto inutile
    che la forza del verso
    lo riempia è
    utopia
    desiderio vivo di
    ritornare ragazza-
    Mi accodo ai commenti precedenti e mi onoro di averti conosciuto.

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