I ricordi di te
crepitano spianandosi,
connessi come grafi
ai nodi dei larici
nella foresta
in cui inizio io e inizi tu,
mio declivio cupo, fitto bosco
di silenzio e tentazione
dalle carezze mille volte diverse,
tu, stagione che svanisci
nell’immagine di me
dopo avermi offerto gli occhi,
specchio che rimandi
il volo innocente del mio crederci
e la voce del disinganno nel canto
stridulo di un gallo.