scriverti il mio autunno
in un pomeriggio che perde calore,
nelle sue foglie brune
che si lasciano cadere
con la stessa malinconica maniera
della luce, dirti della mia voglia
e della paura di sorprenderti
mentre mi leggi una poesia
che dica casa e tornare spaventatissima
alla disperata rassegnazione
della luce che percorre
l’assito di questa stanza vuota
alle cinque, riprendere
quindi tra le mani questo pomeriggio
e svolgerlo,  dimenticando
tra i minuti la tua bocca e le mie fantasie.