Quello che dovremmo
recuperare con cautela
è il nostro modo di essere luoghi,
di raccoglierci e languire
riflettendo l’aggressiva
decadenza delle cose,
delle case, dei muri,
il progressivo franare
dei margini delle strade,
dovremmo ammettere di contenere
la popolazione stanca di una baia,
il fastidio della sua aria salmastra,
la noia dei rami,
diversamente allungati
dalla luce
nelle ore, semplicemente,
capire di essere
la riva
dove si ripetono le acque tristi
e la terra, la solitudine
del bastione di Spa House
che resta nell’incuria e nel romanzo
di quell’uomo che amava
solo i bambini.

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