Tra me e l’immagine
allo specchio la stagione
perduta
della spensieratezza.

Le legioni nemiche,
ritirandosi, scoprono
i solchi e le lande aride
del volto,

enumerano, sullo sdrucciolo
delle preoccupazioni,
tutti gli inciampi, chiarissimi
nelle posture severe della bocca, intanto,

lontano dalla precipitazione
del mio mondo,
fiorisce un susino
nel suo rigoglio solitario.