Il pomeriggio si interrompe
nell’ombra dello scivolo sul prato,
malinconico resta a guardare
il tempo maltrattare sé e le bandierine

nel vento, recitano in coro un nome, life,
centro sportivo o testimonianza breve del mio passaggio?
i morbidi cinguettii sono sopraffatti
dalla prepotenza del tosaerba lontano,

bellezza e orrore di questo mondo,
soglia sottilissima su cui oscilliamo,
l’aria rimanda le voci
allegre dei ragazzi

e l’approssimarsi del tramonto,
l’accendersi sinistro
di un cielo inimmaginabile in passato,
colori liquidi che presagiscono

la nostra dispersione disegnando con le nuvole
la follia della civiltà postmoderna, l’irrazionalità
della specie intenta a classificarsi in un gruppo,
mi rincuora questa mia resistenza,

la capacità di veder proliferare i pensieri
in un giardino muto, la voglia e la gioia
di estirpare la pratica dei giorni,
di essere una falla nel sistema con la mia invisibilità.

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