Il comignolo di mattoncini rossi,
levando un fumo morbido,
sigla un compromesso gentile
tra la presenza umana e la natura,
il momento preciso di silenzio
sullo spartito dell’aria,
un respiro necessario al di qua del vetro;
tra me e la campagna, la ferita
di una strada,
la marcia stridente degli autotreni
agli ordini dell’economia;
fermo i ritmi,
per un giorno dimentico
le miserie e i processi chimici
che mi riducono
a logiche semplici,
sospendo la digestione che questa
società converge,
poi sparisco nei succhi di un mondo
che mi inorridisce sempre più .