Se il poco di me che rimane
libero dai piccoli ingaggi quotidiani
si raccoglie in un corpo sfinito
la sera, ciò che mi insegna la forza
il giorno dopo è la caparbietà
nella nervatura delle tue mani,
la fierezza con cui orienti la tua
figura magra malgrado gli attacchi
della terapia agli arti, ti tengo
così negli occhi,
con la stessa maestosità dei cipressi
nel rigore tremendo del mese di febbraio