Fasciame dignitoso noi,
continuiamo a navigare i mari
dopo anni di servizio,
tra lo sguardo rassegnato

e il movimento delle acque ci culliamo
la vernice scrostata,
nel lento sciabordio
enumeriamo urla alla deriva,

echi di pistole e
l’impotenza dei motoscafi
che si allontanano,
verso terra, poi, la natura

maligna dei veleni industriali
mette a dimora una
semenza che ci altera,
       nodi e figli.

Ci consuma nei giorni
l’aggressione della specie,
l’umana follia che divora lo spirito
del passato, è una corrente

dissennata che sottrae memoria
agli uomini e innocenza ai giochi
             quest’epoca
di consumismo e facilitazioni.