1

A ridosso della parola, le ore,
trasudano ai morsi di un verso.
L’amante è inarrivabile,
sta edificando un vuoto.

2

Da quando mi sono ammalata di poesia
accuso l’atrofia della lingua comune,
affido al codice del silenzio
il disagio dei miei pensieri.

3

All’inquietudine di scrivere
consacro pagine vuote,
come altari, sigillo le stanze complici
dimenticandomi nei libri.

4

Si tira poesia,
si spara copiosa
nei giorni pratici,
fino a vomitarla.

5

Dopo aver vagabondato,
elemosinato, dissezionato,
educato la parola,
ne ho subìto la perdita.

6

D’improvviso, nel fitto bosco,
un albero altissimo è privo di peso,
la poiana scrive nel cielo
una silloge che apre l’azzurro.

7

Lungo il sentiero di montagna, prospera d’edera
il vecchio rudere, e m’insegna, brulicando
tra le foglie, che la goffaggine della poiana in terra
diventa maestria nel suo assetto di volo.

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