Addossati al parapetto,
che dalle rive
dipana a Ponte Vecchio,
stiamo precipitati in una vertigine.

Ci lasciamo occupare
da un solo silenzio, come
case riflesse, siamo
alterni di fremiti e immoto

lasciandoci raccontare dalle acque dell’Arno,
appena rosate dal tramonto, mormorano
nel punto esatto in cui le tue mani
seguono l’arco delle mie braccia.

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