Come può il sole essere così crudele
e allungarsi luminosissimo sulla tua coperta sfatta?
o il prato continuare a sfavillare sfacciato,
tra i fili di smeraldo che fanno a gara
con il cielo azzurro e sovrano?
tu sei nell’angolo
in ombra nella stanza e non ti accorgi del mondo
che fuori seguita piano.
Persisti nella stanchezza degli anni,
mentre la cartapesta vince
ogni giorno di più la pelle,
affannata come una locomotiva sbuffi.
Piano primo, camera quattro, è questo il numero del binario morto
dove hai deragliato, su cui ti hanno sospesa
in attesa di un prodigioso riparo,
mentre imprechi contro il tempo e la sua usura.
Hai attraversato una guerra,
cresciuto sola quei due figlioli
che litigano e rimproveri
tenendo serrate le labbra,
trattenendo negli occhi delusione e rabbia
e a niente vale la tempra
o l’operosità dei giorni andati, indifferente,
il destino dei vecchi si compie uguale.