L’intimità si adagia nella modulazione della voce,
nel languore proprio del turbamento,
una vertigine che si cela dietro ogni mio sorriso,
fisso sulle labbra.
Una pausa, due, le tue parole sempre più profonde,
mi dici ‘è bello così, vero?’
ti rispondo a monosillabi
mentre lascio che restino aperte
le tue mani sul mio viso,
un piacere sconosciuto
questa mia sparizione
dietro ai polpastrelli mentre inizi l’amore,
quando mi scorri e mi anticipi
come fossi proprio quel periodo
del libro letto insieme qualche mese prima
une terre floride en l’absence

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