Avvolta dalla bruma e appena illuminata dalle gocce,
tutta raccolta nei profumi di sottobosco,
avanza una mattina di dicembre;
ti conduce a me, intero.

Le mani si muovono nel gelo,
restano felici lungo la curva della tua nuca,
c’è un solo calore, un respiro
che forma minute spirali nell’aria.

Rinasciamo,
nel sapore della bocca unica
dentro cui ci precipitiamo,
in questo sogno che ci riunisce mentre il sole tarda.