L’orizzonte siderale
che la mente stenta a riconoscere
è l’approssimarsi alle tue mura, sottilissime
tra le raffiche lucide delle tue lame,
preparano una nebulosa infelice di cristalli,
che si radicano spettrali lungo le stagioni
dove hai seviziato gli ideali
-C’era una volta -molte fiabe iniziano così
non le ricordo più,
devo aver perso la fede,
o qualche sogno,
staccatosi dalla sua inconsistenza e precipitato in un’altra.
Hanno già scritto di come molte cose svaniscano,
cedute per poche lire al disamore,
come quelle bocche che appassiscono
senza più le rose , che io, che tu, avevamo visto germogliare.

 

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